Non ti ho parlato né di padre né di madre, né di amanti, amici o persone con i quali abbia intrecciato legami di affetti; e se qualcuno vi è stato, non ne ho avuto l’impressione; eppur ve ne fu una. I suoi lineamenti erano simili ai miei; pare che negli occhi, nei capelli, nel volto, in tutto, perfino nel tono della voce, fosse completamente simile a me, ma tutto addolcito e ammorbidito dalla bellezza: gli stessi pensieri e le stesse elucubrazioni, lo stesso desiderio delle più segrete conoscenze, ed una mente capace di contenere l’universo; e non questo soltanto, ma doti ancor più seducenti delle mie, pietà e sorrisi e lacrime – che io non avevo; e tenerezza – ma questa io l’avevo per lei; umiltà – che io non ho mai avuto. I suoi difetti rassomigliavano ai miei, ma solo sue erano le virtù. (George Gordon Lord Byron, Manfred, II, ii)